giovedì 3 ottobre 2013

Che lavoro fai??? Dentista???

<<... No, DIEtista.>>
<<Ah... E... quindi?>>
<<E quindi... Mi occupo di tutti gli aspetti terapeutici, preventivi ed educazionali della nutrizione applicati al singolo soggetto e alle comunità>> (Questa sarebbe la risposta che dovrei dare, ma per farti capire da chi ti intavola una conversazione come sopra...)
<<Faccio le diete.>>
<<AAAHHHH!!! Bello, interessante... Senti, allora io come dovrei fare con questa pancetta? Eppure io non è che mangio, non lo so, secondo me sono solo gonfia... Che dovrei mangiare io secondo te?>>
E da lì partono le improperie (più o meno) mentali mentre cerco di esporre, in breve, le regole fondamentali di una corretta alimentazione.
Impresa impossibile. Il/la soggetto/a in questione non solo interrompe continuamente il discorso, ma senza pudore alcuno sfoggia la sua totale ignoranza con affermazioni che fanno drizzare i capelli. E, allo smentirne una, ne è subito pronta un'altra.
Il tutto continua incessantemente fin quando, forse vedendo il mio pallore e lo stremo, il/la soggetto/a di cui sopra pronuncia la fatidica frase: <<PERCHE' NON MI FAI UNA DIETA???>>
... Partono subito gli istinti omicidi, ma voi dovete sapere che noi Dietiste (e Dietisti) siamo addestrati ad essere pazienti e gentili anche in situazioni estreme (anche perché abituati a richieste simili sin dal primo trimestre di università in cui al massimo stiamo preparando l'esame di statistica e di anatomia...).
Così, al primo istinto di urlare dietro alla persona in oggetto il mio tariffario e/o la frase <<Poi mi paghi tu l'affitto???>>, diplomaticamente rispondo <<No, per fare una dieta ci vuole tempo, mica si può dare così, su due piedi, dovrei farti una visita completa...>>
Ma l'altro/a, con la bava alla bocca ormai, insiste: <<EDDAI, che ci vuole, dimmi solo cosa devo mangiare e cosa no!>>
Sì, l'istinto è di rispondere <<Cicuta>>, ma non si può... Non è etico, e non è educato.
Alla fine questi soggetti ti prendono per sfinimento... Così tento di spiegare come costruire una giornata alimentare-tipo, a cosa fare attenzione, eccetera.
Tanto a che gli serve un menù detto a voce, per strada, senza che stia prendendo il minimo appunto, neanche mentale? A niente. Ma è l'unico modo per liberarsi di questi tipi.
Il problema si pone nel momento in cui, continuando per la mia strada, incontro l'ennesimo parente lontano/amico di famiglia/conoscente/cassiera del supermercato. Il tutto ricomincia con l'inquietante:
<<Ciao!!! Allora cos'è che fai tu adesso?>>.
E può andare avanti all'infinito, ogni volta che esco di casa.
..... ZAN-ZAN-ZAN-ZAN- ZAN....
Cronaca di una giornata-tipo di una Dietista...

4 commenti:

  1. Hahahahaha mi ha fatto davvero ridere il tuo post....io non avrei tutta la tua pazienza con certe persone!!

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    1. Già, ci vuole stomaco... Ma poi ci si fa anche un po' l'abitudine! E sapessi quanto spesso capita...! ;-)

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  2. ...uno spirito incredibilmente zen il tuo...

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    1. Già... Condizione necessaria (ma non sufficiente...!) senza cui non si potrebbe mai fare un lavoro come il mio! ;-)

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