martedì 3 dicembre 2013

Arriva Natale... Panico!!!

Sì lo so, è banale, scontato, siete stufi di leggere queste cose ogni anno, ma per una dietista che ha un blog è altresì doveroso occuparsi del tema "Natale", pertanto oggi cerco di darvi qualche dritta per affrontare serenamente (e senza più ricorrere, per carità, a digiuni e torture di ogni genere per compensare gli "sgarri" delle feste) tutte le mangerecce giornate natalizie che ci si prospettano.
Eh già, perché ogni anno, più o meno in questi primi giorni di Dicembre, iniziano a far capolino nelle nostre case i vari dolci regionali natalizi (da me cagionetti, parrozzo e sfogliatelle...), avvolti in quei "minacciosi" tovagliolini e carte da regalo decorate con Babbo Natale, stelle comete, pungitopo, ghirlande, slitte, candele, alberelli, campane, eccetera, dove la minaccia è la macchia d'olio di cui carte e tovaglioli sono ormai imbibiti, come ad annunciarci che etti di strutto, burro e olio "ungeranno" le nostre giornate e appesantiranno i nostri fianchi...
Va beh, non esageriamo... Ma è comunque vero che con tutto il ben di Dio che il periodo di Natale porta sulle nostre tavole, restare indifferenti è difficile, e a dire il vero anche triste...
La buona notizia è che non necessariamente a Natale dobbiamo scegliere tra la bilancia e la buona tavola, e voglio darvi qualche consiglio pratico...
Anzitutto stabiliamo degli orari per mangiare: quello che ci fa ingrassare di più a Natale è lo "spiluccamento h24"... Cerchiamo di fare i nostri tre-cinque pasti al giorno, ed evitiamo di mangiare fuori orario.
Se dobbiamo far visita a qualcuno (che ci offrirà senz'altro qualcosa...) prevediamo quel dolcetto come spuntino, e magari accettiamo per accompagnare caffè, tè o acqua invece di succhi, bitter e alcolici vari.
Naturalmente limitiamo le porzioni... Un dolcetto o un torroncino sì, ma non facciamo bis, tris e tetris...
Lo stesso dicasi a tavola: mangiare tutto sì, ma una porzione ragionevole.
Un piccolo "trucchetto" per i giorni "feriali" di questo periodo è mangiare una bella insalatona ad uno dei pasti principali, dove nell'insalata vi saranno sì le verdure, ma anche la frutta secca e un po' di carne o pesce (o un uovo, o un po' di formaggio), magari di quella avanzata dal giorno di Natale.
Per quanto possibile, limitiamo l'olio e i cibi troppo grassi, evitiamo magari di mangiare il pane se mangiamo la pasta e il dessert, mangiamo sempre il contorno di verdure e la frutta e, piuttosto che saltare il secondo, limitiamo il primo piatto. Non facciamo l'errore di saltare la colazione: anzi, approfittiamo di questo pasto per concederci la fetta di pandoro, panettone o quello che vogliamo (magari alziamoci un po' presto, non alle undici...).
Facciamo passeggiate quando possiamo, beviamo tisane profumate alla sera invece di mangiucchiare dolci e avanzi vari davanti alla tv, cuciniamo quello che più ci piace ma "ritoccando" la ricetta, diminuendo cioè i grassi e lo zucchero nei dolci, scegliendo carni più magre e, magari, privilegiando il pesce, cucinando al forno invece che friggere, usando meno olio per i sughi, alleggerendo le salse aggiungendo yogurth o formaggio magro...
Se a pranzo mangiamo abbastanza e di tutto, non è detto che dobbiamo saltare la cena: magari facciamoci un bel piatto di verdure con un secondo leggero, oppure una zuppa di verdure con i legumi.
A parte la vigilia e il giorno di Natale, Capodanno ed Epifania, cerchiamo di evitare il dolce dopo pranzo o cena: come già detto, teniamolo per merenda e per colazione.
Ed evitiamo i classici errori di questo periodo: sostituire un pasto con la sola frutta è inutile (e controproducente: stiamo mangiando comunque una bella dose di carboidrati) come lo è il "digiuno-del-giorno-dopo": a sera, quello che è fatto è fatto; casomai cerchiamo di equilibrare il giorno con la sera e viceversa, non un giorno con l'altro.
Anche se sembra complicato, in realtà fare quello che vi ho consigliato è semplice e vi fa anche sentire bene (eviterete mal di pancia, pesantezze, acidità di stomaco e varie...), così da godervi anche di più i giorni di festa con le persone care...

Bene, direi di avervi annoiati abbastanza, ora posso concludere! 
Come sempre, scrivetemi qui sotto per chiedermi consigli, chiarimenti, eccetera; colgo inoltre quest'occasione per augurare a tutti voi Buon Natale e Buon Anno Nuovo, casomai non dovessimo sentirci prima...

Ah, mi raccomando... Pensatemi quando a Gennaio non avrete messo su neanche un grammo!!! ;-)

giovedì 14 novembre 2013

Ti sei mai chiesta cosa succede dopo il dimagrimento?

Cari amici,
vogliate perdonare la mia assenza, purtroppo (come ormai sapete bene) angustie esistenziali e sentimentali mi tengono lontana; torno fra voi, oggi, con un post che cercherà di rispondere ad una domanda che in pochi si pongono davvero, quando decidono che vogliono dimagrire, e che in pochi si preoccupano di chiarirvi: che succede dopo?
Ovviamente oggi mi sto rivolgendo a chi di voi vuole perdere/sta perdendo dai dieci chili in su, vedrà cioè totalmente rivoluzionata la propria figura.
Innanzitutto bisogna distinguere due tipi di dimagrimento: uno più lento, che vi darà quasi certamente meno "effetti collaterali", e uno più rapido, solitamente dovuto a diete assurde (di solito inventate da voi stesse o da qualcuno meno in buona fede che diventa ricco e famoso per aver appiccicato un nomignolo ad una banale dieta iperproteica) o a periodi particolari della vostra vita in cui, quasi vostro malgrado, perderete peso a vista d'occhio (mi riferisco a periodi di forte stress che, in alcune persone, causa dimagrimento).
Se sarete più pazienti, farete tanta (ma tanta tanta tanta) attività fisica, vi prenderete cura della vostra pelle, magari vi farete seguire da un esperto (vero), allora molto probabilmente diventerete davvero solo più magre, sane e carine. Ma è una strada molto lunga e faticosa, e in pochi la seguono fino in fondo.
Anche chi è seguito da un bravo dietista, spesso, finisce per abbandonare il programma dietetico e inizia a fare di testa propria, fino a dimagrire troppo e male.
Cosa succede, dunque, alla maggior parte di voi "umani", che non riescono a dimagrire con metodo e costanza, facendo nuoto, jogging, pilates, fitness, aerobica eccetera venti ore a settimana?
Non voglio scoraggiarvi, ma sappiate che i vostri guai non finiscono il giorno in cui salite sulla bilancia e il vostro peso è praticamente quello dei vostri sogni. Se avevate dei chili di troppo, questi avranno lasciato il loro segno.
Inutile dire che la prima, spiacevole scoperta sarà vedere il vostro seno con qualche taglia in meno, meno sodo e con qualche smagliatura.
A proposito di smagliature, ne avrete probabilmente anche nell'interno coscia, sui fianchi, ai lati della pancia e, forse, sulle braccia.
Qualcuna di voi potrà notare anche qualche ruga in più su viso e collo.
Chi di voi ha problemi con la pancia, difficilmente riuscirà a farla tornare/diventare piatta, anche continuando a dimagrire.
Preparatevi poi a comprare guanti, sciarpe e maglioni di lana: è frequente sopportare molto meno le temperature fredde quando si perde molto peso.
Infine, fate molta attenzione al ciclo. Quando si esagera, mangiando troppo poco o perdendo troppo peso, si altera con facilità, e non è certo una buona cosa.
Insomma, la cosa migliore sarebbe dimagrire lentamente, facendo molta attività fisica. Questo aiuta anche a non riprendere i chili persi.
A proposito di questo, ricordate che in inverno è frequente anche in chi è normopeso (non solo chi è "reduce" da un dimagrimento) prendere due o tre chili, niente di grave. Di solito sono gli stessi che si perdono poi in estate. Tenete presente comunque che chi ha avuto chili di troppo fa molto prima a mettere su peso rispetto a chi non li ha mai avuti, quindi bisogna stare un po' attenti.
Infine, per capire se riuscirete a restare nel vostro nuovo peso senza stare sempre "all'erta" dovreste cercare di mantenerlo (tenendo conto dei due-tre chili che fanno su e giù in base alle stagioni) per circa due anni. Sembra che dopo tale periodo il peso sia più stabile e riprendere i chili persi sia più difficile (ovviamente questo implica che abbiate cambiato il vostro modo di mangiare e cucinare, non che stiate ancora seguendo una "dieta"...).

C'è una cosa molto importante, infine, che vorrei fosse chiara a chi di voi ha un problema serio con il proprio peso e la propria figura. A chi di voi fa del dimagrimento una ragione di vita, a chi pensa che perdendo peso lascerebbe tutte le proprie insicurezze alle proprie spalle, a chi è disposto a tutto pur di perdere quei chili di troppo, rischiando la propria salute, spendendo un sacco di soldi e trascurando le cose davvero importanti della vita, come gli affetti e la propria serenità... Con questo post ho cercato anche di dirvi che anche se riuscirete a dimagrire, troverete lo stesso un motivo "fisico" per le vostre insicurezze, le ansie, le paure.
Perdere peso non è la soluzione al disagio. Senza mettermi qui a fare psicologia spicciola, cosa che peraltro non mi compete assolutamente, voglio solo ricordare a chi vive un momento difficile e imputa questo al sovrappeso di ponderare bene la cosa e capire se invece il problema è un altro. E' vero, molte persone perdendo peso diventano più sicure di sè, più spigliate, ma una volta riposti i nuovi, bei vestiti e indossata la tuta da casa vi sentirete esattamente come adesso. Se siete felici, con voi stessi e con chi vi vuole bene, lo sarete anche con qualche chilo in meno. Se siete infelici, lo sarete anche dopo.
Godetevi la vita, anche se non riuscite a dimagrire. Passate momenti felici con i vostri cari, abbracciate le persone, siate gentili con tutti, sorridete di più, siate contenti di quello che la vita vi dà. Se poi riuscirete a perdere peso, bene, ma non lasciate che questo pensiero vi rovini la vita.
Dimagrire è importante soprattutto per una questione di salute. Ma se il pensiero o il desiderio di farlo vi rende infelici e vi allontana dalle persone, vi ammalerete almeno quanto restando sovrappeso.

Ora però vorrei sapere qualcosa in più da voi.
Non mi sono dilungata su alcuni aspetti e non ho certamente detto tutto quello che c'era da dire, e vorrei che foste voi a parlare delle vostre esperienze, paure, aspettative...
Quindi commentate; raccontate e chiedete pure quello che vi va. Sarò, come sempre, felice di rispondervi!

giovedì 31 ottobre 2013

Prima regola per perdere peso (o per mantenerlo): imparare a cucinare!

Sì, avete letto bene, non ho le traveggole. Se volete dimagrire, la prima, primissima cosa che dovete fare è imparare a cucinare. Se non ne siete capaci, rimandate la "missione dimagrire" perché farete un gran pasticcio: vi ostinerete a mangiare cibi sconditi, insipidi, insapori, incolori, inodori e alla lunga (ma neanche tanto) vi stuferete, vi annoierete e diventerete nevrotici (a ragione) e trnerete a mangiare esattamente come prima, con tutto quello che ne consegue.
Ma chiariamo bene: imparare a cucinare non significa imparare a seguire le ricette, anche le migliori. No. Imparare a cucinare è molto di più.
Dovete trovare un feeling assoluto con gli alimenti e con i fornelli.
Dovete gettare via ogni inibizione, ogni pregiudizio, appassionarvi a colori e sapori anche mai sperimentati prima, dovete osare senza impaurirvi di creare nuovi piatti o rivisitare un classico della cucina.
Roba da chef? No, non direi. Anzi, a dispetto di quello che può sembrare, è una cosa estremamente semplice, e la parola chiave è "divertimento"!
Per capirci...
Se avete letto i miei post precedenti, sapete benissimo che una delle prime cose che cerco di far capire ai miei pazienti (e non solo) è che mangiare bene è qualcosa di saporito e gustoso, anche più di quello che siamo abituati a concepire come tale.
Ecco allora alcuni esempi di alimenti e di ricette che potete iniziare a scoprire o riscoprire, insieme ad alcuni "trucchetti" in cucina che vi possono far risparmiare calorie "inutili" pur avendo un piatto gustoso. Naturalmete questi sono suggerimenti, poi ognuno deve sperimentare e inventare piatti suoi, fare le proprie ricerche, immaginare accostamenti fantasiosi e provarli.
E allora dimenticate per sempre le verdure lessate, la fettina ai ferri e l'insalatina insipida... E procuratevi un quadernino dove appunterete ricette, esperimenti, idee e ingredienti "da provare"!
Ma iniziamo la carrellata...

LE SPEZIE
Chi impara ad usarle, non ne farà mai più a meno... Danno colore, un sapore incredibile ad ogni piatto, e fanno anche tanto bene alla salute.
La curcuma, che io uso moltissimo, rende tutti i piatti coloratissimi e profumati. La si può usare sola o con altre spezie, in particolare sta benissimo nei risotti, con le carni, con le patate, con le verdure in padella assieme a semi di senape, pepe, coriadolo, curry e cardamomo... Mamma la usa anche per colorare la pasta fatta in casa. Sta a meraviglia con i funghi.
Generalmente ne metto un cucchiaino non troppo colmo assieme agli altri ingredienti, prestando attenzione a mescolare bene per evitare che "bruciacchi"; a volte faccio un leggero soffritto di verdure e curcuma e poi aggiungo gli altri ingredienti.
Il curry, un jolly che non mi faccio mai mancare. Va notato che ne esistono parecchi tipi, alcuni più dolci altri più speziati, e io ne ho una vera collezione dato che mia sorella e mio cognato mi riportano le spezie dal Qatar... Ma niente paura, il curry, in molte versioni, si trova anche qui in Italia, l'unico "inconveniente" è che non viene specificato mai quale sia il tipo, e quindi va sperimentato in prima persona acquistandone marche differenti, oppure leggendo la composizione in etichetta (il curry è un mix di spezie).
La cannella, ottima nei dolci ma anche nelle carni e nei risotti (specie quello di zucca).
Lo zenzero, che io personalmente preferisco fresco, grattuggiato e leggermente soffritto, ottimo semplicemente per insaporire un uovo al tegamino o con i legumi.
E non dimentichiamoci nemmeno dei "classici" che tutti conosciamo, come origano, alloro, rosmarino, timo, salvia, aglio e cipolla in polvere... E tutte le altre erbe aromatiche che vi vengono in mente!
Un altro modo in cui utilizzo le spezie è nelle panature. Da leccarsi i baffi!

I CEREALI
Ogni tanto proviamo a sostituire il classico piatto di pasta con qualcosa di più nutriente: i cereali "in chicchi". Proviamo il miglio, l'amaranto, l'orzo, il farro, la quinoa, il grano,... Ognuno di questi può essere cucinato in modi diversi, che vanno dalle zuppe, alle polpettine, al ripieno per le verdure...

LA FRUTTA
Una delle mie più significative "rivelazioni culinarie" l'ho avuta quando ho iniziato a cucinare con la frutta. Aggiungendo arance, mandarini, mele all'insalata, o fragole, more, ananas, prugne alla carne...
E non scordatevi di frutta secca e semi, da usare spolverati sulle zuppe e sulle insalate, o negli impasti di cereali o carni per riempire le verdure...

I LEGUMI
Sì, i legumi sono buonissimi con la pasta o con i cereali in genere, o nelle zuppe... Ma provate a frullarli e ricavarne delle polpettine, impastando con spezie, aromi, verdure e frutta secca... Uno spettacolo!

GLI INGREDIENTI "INSOLITI"
Cioccolato fondente sulla carne arrosto, liquori vari per sfumare scaloppine e verdure in padella, miele nel risotto, birra per cuocere il pollo (va beh, questo non è tanto insolito)... Osate, osate!!!

INFINE, RICORDATEVI CHE...
Friggere non è necessario. Quasi tutto quello che siamo abituati a friggere sta bene al forno, o "in sautè", cioè usando dell'olio in padella, ma solo il necessario (ad esempio per cuocere le cotolette).
Rendere cremosa una pietanza brodosa fa sì che essa sia generalmente più gradita. Si può usare amido di mais o di patate, o della farina. Per evitare che si formino grumi, andrebbero aggiunti a inizio cottura, prima di versare acqua o brodo.
Lo yogurth è un perfetto "diluente" per avere salse meno grasse e/o più delicate, come anche il formaggio quark. Io utilizzo questo sistema per alleggerire la salsa rosa, la maionese, o per rendere più delicata la senape (che adoro).
Per fare un buon dolce non è sempre indispensabile usare tutto l'olio o il burro che viene riportato nelle ricette, anzi, qualche volta elimino tutti i grassi e il dolce è perfetto.
Se pensate che ce ne sia proprio bisogno, allora provate a togliere tre quarti dei grassi consigliati e ad aggiungere un vasetto di yogurth intero, alla vaniglia o alla frutta magari.


E questo è solo qualche esempio!
Ora voi vi chiederete... Ma dove sta il nesso con il "perdere peso"?
Beh, chi impara a "giocare" con i sapori, non farà fatica a cucinare un piatto spettacolare usando ingredienti "innocui", o a sostituire ingredienti "out" con altri migliori e/o più leggeri ma ugualmente validi per lo scopo... E quando leggerà magari su una dieta "fettina di vitello", potrà cucinarsi una deliziosa scaloppina ai funghi e zenzero sfumata con vino bianco invece di una noiosissima fettina stopposa in padella mezza lessata...!
E invece di un piatto di pasta al pomodoro, che dopo nemmeno due ore avrà esaurito tutto il suo potere saziante, potrà cucinarsi delle deliziose polpettine di miglio e verdure al forno che, essendo mille volte più nutriente della pasta (pur avendo praticamente le stesse calorie), non faranno brontolare lo stomaco subito dopo il caffè!

D'altra parte, il segreto per perdere peso e per non riacquistare quello perduto è proprio imparare a "reinventare" la propria cucina e il proprio modo di mangiare.

E allora forza, tutti su internet e poi ai fornelli!
E... Buon appetito!

domenica 27 ottobre 2013

A morte le fette biscottate!!! (Mangiare meglio conta più che mangiare meno)

Eh sì, ammettiamolo. Esistono dei cibi talmente sgradevoli che però ingoiamo, anche se a naso chiuso, certi di fare una buona cosa. Buona per la nostra linea, o la nostra salute. Buona perché "stava nella dieta". Buona perché "c'è scritto con pochi grassi/ 100% vegetale/ senza grassi idrogenati". Buona perché pensiamo che l'alternativa sarebbe disastrosa.
Così come esistono dei cibi che evitiamo come la peste, anche se ci piacciono da morire, sicuri che ci facciano male, ci facciano ingrassare, eccetera.
E poi ci sono quei cibi francamente pessimi, ma che grazie ad una parolina magica diventano "migliori" ai nostri occhi.
Il colmo dei colmi?
Buona parte di questi cibi li classificate erroneamente buoni o cattivi proprio per colpa del medico, del dietista, del farmacista, del nutrizionista, della Lambertuc.. ops, non facciamo nomi... Per colpa della televisione o di qualche rivista.
Molto bene, ecco a voi un utilissimo "prontuario" con cui non solo potrete sfatare dei miti, ma dire finalmente a chi vi costringe a ingurgitare certe schifezze "mangiatelo tu"!!!
Per iniziare, le mie preferite: le FETTE BISCOTTATE.
Una delle più inutili e sgradevoli invenzioni culinarie, gettonatissime da medici e dietisti di tutto il paese (assieme ai loro gemelli biscotti "secchi", di cui non facciamo il nome, che si chiamano come un metallo prezioso...), propinate in tutte le diete e spacciate per "salutari".
Punto primo: riuniscono alcuni tra i peggiori ingredienti. Farina bianca, olio di palma (poi ne parliamo), zucchero, ecc.
Punto secondo: fanno schifo.
Punto terzo: contengono certo non pochi grassi per quello che sono, e dei peggiori.
Punto quarto: hanno un indice glicemico bello alto (circa 65 su 100). L'indice glicemico, che i diabetici conoscono bene, indica la velocità con cui la glicemia si alza dopo l'ingestione di un certo alimento, e dovrebbe essere il più basso possibile.
Significa che se vi piacciono le fette biscottate dovete evitarle?
No, significa che se non vi piacciono potete non mangiarle, e sostituirle con una buona fetta di torta fatta in casa (con poco zucchero e pochi grassi) o con i cereali (magari integrali, purché biologici).
E se sentite demonizzare i normali biscotti in favore delle fette biscottate, ricordategli che cambia molto ma molto poco fra i due prodotti, soprattutto in termini di "qualità".
In seconda posizione i cibi con su scritto "100% VEGETALE".
Sfatiamo un mito importante: i grassi animali sono generalmente condannati perché contengono molti acidi grassi saturi, dannosi per le arterie e non solo. Ed è giusto.
Peccato che l'alternativa industriale ai grassi animali (di solito olio di palma o di cocco) ne contiene più o meno la stessa quantità. Con l'aggravante che spesso i grassi vegetali vengono "idrogenati" per essere più stabili, risultando solidi alla vista (cfr margarina).
Un altro "scherzetto" che ci giocano con la frase "vegetale" è farci credere che il prodotto sia migliore del suo omologo "normale".
Allora provate a leggere la lista di ingredienti sulla confezione... Lunga un chilometro, più di metà di essi è sconosciuta, e di solito queste "pietanze" fanno anche schifo.
Di nuovo, se vi piacciono dovete evitarli?
In questo caso magari sarebbe meglio di sì, ma se proprio vi piacciono mangiateli. Ma non fatevi fregare pensando di fare una buona cosa acquistandoli e mangiandoli, e insultate pesantemente chi vuole propinarveli per forza.
Usate il burro al posto della margarina, e usate SOLO il nostro caro buon vecchio olio d'oliva, anche per friggere. Il resto è poco più che spazzatura.
Al terzo posto i cibi MAGRI.
Uhm... Concetto un po' strano... E' vero, dovremmo mangiare pochi grassi... Ma non sempre.
Mi spiego in parole povere. Se si avvicinasse qualcuno a dirvi che il salmone, o lo sgombro, o i crostacei "sono grassi" mandatelo a quel paese. I grassi del pesce fanno bene, quindi diffidate di chiunque vi tenga lontani da essi, sta attentando alla vostra salute.
Se il salumaio tenta di spacciarvi un formaggio "che è fresco/è molle" per "magro", spalmateglielo in faccia.
I formaggi come lo stracchino, la robiola, e tutti gli altri sono GRASSI. I formaggi magri, fondamentalmente, non esistono proprio. Solo alcuni, come la ricotta e quelli light, sono leggermente meno grassi degli altri.
Poi c'è tutta una strana filosofia secondo cui alcune carni sono magre e altre grasse "a priori".
Vero, le carni tra loro differiscono un po'. Ma tolto il grasso visibile (prima di cuocerle), sono simili tra loro. Tutte. Pollo compreso che, anzi, con tutta la pelle è ben più grasso delle salsicce.
E infine, tra i magri citiamo i cibi  etichettati come"light". Ce ne sono tantissimi. Alcuni accettabili, altri vomitevoli. Se vedete la lista degli ingredienti chilometrica e "da piccolo chimico", rimettetelo a posto.
Ah, dimenticavo. Qualcuno sostiene che ci sono alcuni oli "più magri di altri"...
L'olio è la parte grassa di qualsiasi cosa, e gli oli sono tutti grassi uguali. Alcuni contengono acidi grassi migliori, ma il contenuto totale è quello.
Al quarto posto una delle mie bufale preferite: I WURSTEL DI POLLO.
Pensate che il pollo sia meglio del maiale?
Bene, vi dico come si fanno i wurstel di pollo. Si spremono le carcasse, si lava con la candeggina la poltiglia ottenuta, si aggiungono coloranti e aromi, si compatta il tutto a forma di salsiccia e la cena è servita.
Quelli di maiale si fanno pulendo le ossa, frullando la carne, aggiungendo aromi e compattando a forma di salsiccia.
Tra i due prodotti (entrambi pessimi), quale vi sembra il peggiore? Decidete voi.
E controllate i valori nutrizionali: i primi non sono meno grassi dei secondi.


Per concludere, sono certa che abbiate sentito demonizzare decine di cibi e alimenti, con tesi più o meno credibili...
Ebbene, ve la faccio breve: la frutta è buona tutta e fa bene tutta, non esistono frutti grassi o che fanno male, cambia solo leggermente la quantità "ideale".
La frutta secca (noci, nocciole, ecc.) è grassa ma fa bene, una manciata al giorno è anzi una buona idea.
Patate e castagne somigliano a pane e pasta, se siete "a dieta" o simili, basta che sostituite parte di pane e pasta con esse.
I dolci fanno male, fanno ingrassare, sono inutili. Bene, allora fateli voi a casa, usate ingredienti semplici, e mangiateli a colazione invece che durante tutto il giorno.

... E ci sarebbero altre migliaia di cose da dire... Ma per un post mi sono già dilungata abbastanza!

Scusandomi per gli errori grammaticali/ortografici e per esservi certamente sembrata "una radio" (mi sto ancora riprendendo dalla partenza del mio fidanzato che, nel caso abbiate perso "le puntate precedenti", se n'è andato in Argentina per non so bene quanti mesi...), vi saluto invitandovi a commentare per chiedermi qualsiasi cosa.

Alla prossima!

giovedì 3 ottobre 2013

Che lavoro fai??? Dentista???

<<... No, DIEtista.>>
<<Ah... E... quindi?>>
<<E quindi... Mi occupo di tutti gli aspetti terapeutici, preventivi ed educazionali della nutrizione applicati al singolo soggetto e alle comunità>> (Questa sarebbe la risposta che dovrei dare, ma per farti capire da chi ti intavola una conversazione come sopra...)
<<Faccio le diete.>>
<<AAAHHHH!!! Bello, interessante... Senti, allora io come dovrei fare con questa pancetta? Eppure io non è che mangio, non lo so, secondo me sono solo gonfia... Che dovrei mangiare io secondo te?>>
E da lì partono le improperie (più o meno) mentali mentre cerco di esporre, in breve, le regole fondamentali di una corretta alimentazione.
Impresa impossibile. Il/la soggetto/a in questione non solo interrompe continuamente il discorso, ma senza pudore alcuno sfoggia la sua totale ignoranza con affermazioni che fanno drizzare i capelli. E, allo smentirne una, ne è subito pronta un'altra.
Il tutto continua incessantemente fin quando, forse vedendo il mio pallore e lo stremo, il/la soggetto/a di cui sopra pronuncia la fatidica frase: <<PERCHE' NON MI FAI UNA DIETA???>>
... Partono subito gli istinti omicidi, ma voi dovete sapere che noi Dietiste (e Dietisti) siamo addestrati ad essere pazienti e gentili anche in situazioni estreme (anche perché abituati a richieste simili sin dal primo trimestre di università in cui al massimo stiamo preparando l'esame di statistica e di anatomia...).
Così, al primo istinto di urlare dietro alla persona in oggetto il mio tariffario e/o la frase <<Poi mi paghi tu l'affitto???>>, diplomaticamente rispondo <<No, per fare una dieta ci vuole tempo, mica si può dare così, su due piedi, dovrei farti una visita completa...>>
Ma l'altro/a, con la bava alla bocca ormai, insiste: <<EDDAI, che ci vuole, dimmi solo cosa devo mangiare e cosa no!>>
Sì, l'istinto è di rispondere <<Cicuta>>, ma non si può... Non è etico, e non è educato.
Alla fine questi soggetti ti prendono per sfinimento... Così tento di spiegare come costruire una giornata alimentare-tipo, a cosa fare attenzione, eccetera.
Tanto a che gli serve un menù detto a voce, per strada, senza che stia prendendo il minimo appunto, neanche mentale? A niente. Ma è l'unico modo per liberarsi di questi tipi.
Il problema si pone nel momento in cui, continuando per la mia strada, incontro l'ennesimo parente lontano/amico di famiglia/conoscente/cassiera del supermercato. Il tutto ricomincia con l'inquietante:
<<Ciao!!! Allora cos'è che fai tu adesso?>>.
E può andare avanti all'infinito, ogni volta che esco di casa.
..... ZAN-ZAN-ZAN-ZAN- ZAN....
Cronaca di una giornata-tipo di una Dietista...

mercoledì 11 settembre 2013

Quelli che... Oggi inizio la dieta!

E' inutile girarci intorno, mettersi a dieta è qualcosa che solo chi ha provato può comprendere. Giusto per chiarirci, nella mia vita ne ho fatte di diete (sappiate che non tutti i dietisti hanno questo vantaggio, per la buona parte sono "eletti" che non hanno mai avuto un chilo superfluo...), e so quindi bene di cosa parlo.
Sono sicura che in molti ci si riconosceranno, e mi farebbe piacere se anche qualche collega leggesse questo post.
Dopo anni e anni di diete, prima da attore e poi da regista, ho capito che esistono delle vere e proprie  fasi della dieta. Proverò a descriverle.
La prima fase è senza dubbio quella del disagio, motore scatenante di tutto.
Può essere indotto da un qualsiasi evento, come un (poco educato e poco edificante) commento, l'arrivo del caldo (ci si toglie il cappotto e puntualmente arriva l'attacco di panico), un vestito che non entra o che vediamo in vetrina o su un catalogo ma sappiamo essere fuori dalla nostra portata (in senso "fisico"), una foto che ci fa apparire più "grassi" di quello che pensavamo, una rivale in amore, più raramente (benché sia la cosa più importante) la preoccupazione per la nostra salute o un dolore fisico causato o aggravato dai chili di troppo (che il nostro medico si sarà senz'altro poco delicatamente premurato di farci notare). Generalmente chi ha qualche chilo di troppo, pochi o molti che siano, vive un disagio perenne, ma è uno di questi casi sopradetti che scatena quel moto inconfondibile che potrebbe farci smuovere le montagne e dire "stavolta ce la farò!".
A questo punto c'è un bivio: chi decide di affidarsi ad un esperto (che, se lo fosse davvero, sarebbe una scelta saggia), chi corre in edicola o, più recentemente, su google a cercare sotto la voce "dieta rapida" o similari, chi invece ricorre al  buon vecchio fai-da-te (non sempre corretto e non sempre del tutto sbagliato).
Il fai-da-te raramente è diverso da: poco o niente pasta e pane, poca o nessuna colazione, frutta a volontà, verdura lessata, quintali di carote o lattuga, niente o poco olio, carne o pesce "ai ferri", non sia mai qualcosa di saporito. Bisogna soffrire anche culinariamente (e fidatevi che quelle cose non le mangerete mai più in tutta la vostra vita, tanto le odierete... Personalmente non mi parlate più di zucchine lesse o di simmenthal!).
La seconda fase comincia il fatidico lunedì che molti di noi ben conosce (sarò scaramantica, ma dopo le mie personali esperienze sconsiglio ai miei pazienti di iniziare qualsiasi tipo di rivoluzione alimentare di lunedì; non so, è una specie di associazione mentale che mi sono costruita inconsciamente tra i lunedì e le cose destinate a non durare!): l'inizio della dieta.
Il primo giorno va tutto bene fino a più o meno le tre del pomeriggio. Fino a quell'ora ci sentiamo fieri ed orgogliosissimi, facciamo sfoggio di pacchetti di crackers e mele a scuola o a lavoro, pranziamo poco o niente... E poi, puntualissima, arriva la fame di dopo pranzo. Tipica. Qualcuno resiste, qualcuno cede ad un piccolo sgarro, ma in genere i buoni propositi hanno la meglio e così si tira avanti per altri due o tre giorni, in cui arriva la terza fase: quella che io chiamo la luna di miele.
La fame ci è passata, ci sentiamo benissimo, iniziamo anche a fare un pò di sport. Non c'è pasticcino che ci tenti, siamo concentrati sul nostro obiettivo e nulla ci fermerà! In questa fase arrivano anche i primi risultati: perdiamo quei due chiletti dopo i primi sette-dieci giorni e questo ci sprona ancora di più.
Ma il nemico è in agguato...
La quarta fase, critica, è quella dello sgarro. Generalmente non arriva prima di due settimane, anche perché di solito cerchiamo sempre di non iniziare la dieta in coincidenza di feste, ricevimenti e occasioni varie.
Lo sgarro, per quello che vedo (e che ho sempre fatto anch'io), è la fase peggio gestita da chi segue una dieta, ed è quasi sempre ignorato dai dietisti. Come se rifiutassero l'idea che possa succedere (già da questo potete riconoscere il dietista non è mai stato a dieta in vita sua).
La reazione tipica allo sgarro, quello vero, è "vabbè, oggi la dieta è andata, faccio quello che mi pare per tutto il giorno" (il trucco per perdere peso e non riprenderlo è proprio imparare a non ragionare così, ma di questo parleremo in futuro). Qui c'è un altro bivio: quelli che poi non ce la fanno a riprendere la dieta, e quelli che vanno avanti.
Chi interrompe a questo punto la dieta sentirà di aver fallito, sarà depresso o semplicemente rassegnato, riprenderà più o meno velocemente  i chili che ha perso e aspetterà il prossimo input per ricominciare. Qualche fortunato non riprenderà tutti i chili che ha perso e, al prossimo input, si troverà avvantaggiato. Ma, ahimè, è raro che succeda (benché possibile e dunque realistico valutare di riuscirci).
Chi va avanti, a sua volta si dividerà in due gruppi: quello con una dieta "più realistica", e quello con una dieta "completamente insostenibile".
Differiscono per il tempo che ci mettono a giungere alla stessa conclusione, a meno ché non siano stati seguiti da qualcuno con un pò di sale in zucca che, nel frattempo, ha fatto loro un minimo di educazione alimentare (cioè ha spiegato un po' come funzionano gli alimenti e come comportarsi con le varie categorie di alimenti): la conclusione è che non si può pensare di mangiare come quando si è a dieta sempre e per sempre. A questo punto l'abbandono di chi è stato seguito da un vero dietista sarà parziale, ma i più (seguiti da un dietista "poco furbo", diciamo così, o che hanno seguito le diete di siti internet, diete con nomi e nomignoli, del giornale, o fai-da-te) si troveranno completamente spiazzati e, non sapendo assolutamente come comportarsi, un bel giorno decreteranno che la dieta (finché durano i risultati) è finita e torneranno a mangiare esattamente come prima. Questa fase io la chiamo ad libitum.
Chi, come me, ha fatto diete sin da quando aveva dodici anni sa bene che tutto questo ha un andamento ciclico. Ogni tanto riprende da capo, e può andare avanti così una vita.

Parlare è facile, lo so. Ci ho anche un po' ironizzato sulla questione in questo post, ma so che è difficile che si viva tutto questo serenamente.
Però penso anche che vedere nero su bianco quello che ci è sembrata sempre una specie di tragedia possa in qualche modo ridimensionare la cosa: insomma, ridere un po' di noi stessi qualche volta ci aiuta ad affrontare la vita in maniera un po' più serena!
Quando ripenso alla mia adolescenza caratterizzata da eterni fallimenti "dietetici", rileggendo le pagine disperate dei miei diari, non posso certo dimenticare quello che si prova. Ma a maggior ragione mi sento di riderci su, perché in fondo dovremmo ricordarci che innanzitutto dimagrire non è la panacea di tutti i nostri mali psicologici, e che eliminare la componente "tragedia" di solito aiuta ad affrontare le cose con più razionalità e, quindi, ad avere più probabilità di riuscita.
Con questo post ho voluto ricordare a chi vive il disagio del sovrappeso che non è il solo a vivere e aver vissuto questi problemi, e che c'è qualcuno che può capire la cosa. Talvolta indossa un camice e, anche se  quei chili di troppo non si vedono più, sa di cosa parla. Non è sempre un orco cattivo che "che vuoi che ne sappia".
E fidatevi, converrà con me che... le diete fanno male!!!

Se avete voglia, commentate raccontandomi le vostre esperienze o dandomi le vostre opinioni.
A presto!

lunedì 9 settembre 2013

Perché le diete fanno male?

Salve a tutti!
Starete pensando che è singolare sentir dire proprio da una dietista che le diete fanno male! Eppure mi è sembrata una logica deduzione sin dai tempi dell'Università, e per questa convinzione mi sono spesso scontrata con colleghi e pazienti. Potrei star qui ore a raccontarvi perché penso che sia così, e qui sotto ho cercato di spiegare sinteticamente cosa intendo, ma credo sia più importante dirvi perché ho deciso di aprire questo blog.
L'ho fatto un po' per provocazione, verso l'ormai superata idea di "dieta" che ancora affligge e deprime migliaia di persone che vogliono o devono controllare la propria alimentazione.
Un po' l'ho fatto per mettermi "dalla vostra parte", cioè per offrirmi sì come un "addetto ai lavori" ma con cui possiate parlare senza soggezione e superando il pregiudizio del "dietista sadico"!
Infine, l'ho fatto perché di diete e alimentazione ormai parlano e scrivono tutti tranne coloro che hanno studiato qualcosa in merito, e sinceramente iniziavo a stufarmi!
Dunque, vi lascio con questa breve "lista" e spero di leggere presto qualche commento, vorrei conoscere le vostre opinioni e le vostre esperienze (devo ancora trovare il sistema di pubblicizzare il blog, ma spero arrivi presto ad essere seguito da molti! :-D ) e sarò felice di rispondere alle vostre domande.
A presto!

LE DIETE FANNO MALE... PERCHE'?
Primo punto: la definizione di "dieta" non è la stessa per tutti. (E qui sta il sunto della questione!)
Sebbene molti miei colleghi dovrebbero saperlo, e invece spesso lo dimenticano, una "dieta" dovrebbe essere in realtà definibile come l'insieme delle abitudini alimentari (e più in generale di stile di vita) di una persona.
Ma per molti medici e affini, e per quasi tutte le persone, una "dieta" è un inquietante e temibile plico di circa sette fogli in cui sono elencati noiosi, sgradevoli e miseri pasti che, sacrificandosi a seguire per un tempo più o meno lungo, potrebbero portare a una perdita di peso e/o al controllo di una qualche malattia.
E' a questa definizione che faccio riferimento quando parlo di "dieta".
Secondo punto: le diete sono deprimenti.
Che beneficio può esserci nel sentirsi sempre depressi, affamati, annoiati da una cucina scialba e monotona? Se volete perdere peso, o avete bisogno di controllare la vostra alimentazione a causa di una malattia, sappiate che esistono modi molto meno crudeli.
Terzo punto: le diete ipocaloriche, largamente usate per dimagrire, vi rallenteranno il metabolismo e vi faranno riprendere peso in pochissimo tempo.
La vecchia scuola della dietetica imponeva di dare ai pazienti diete "da fame". Sappiate che la ricerca è andata avanti da allora, e questo metodo è superato. Molti lo usano ancora perché è più sbrigativo, e molti di voi le pretendono perché pensano che se non soffrono non dimagriranno...
Quarto punto: per quanto ben elaborata, una dieta (così come l'abbiamo sopra definita) è sempre sbagliata.
Perché sbagliata è l'idea di base: l'alimentazione non è come una cura antibiotica, la si fa un periodo e poi via. Un'alimentazione sbagliata va corretta in maniera definitiva e duratura, individuando i comportamenti scorretti e lavorando solo su quelli. Questo dovrebbe fare un bravo dietista.
Quinto punto: state alla larga dalle diete che hanno un nome
Le diete con un nome sono diete che sono state studiate per tutti... E quindi per nessuno. Anche se fossero ben equilibrate, andrebbero bene solo per alcune categorie di persone. Vi svelo comunque un trucco: le diete con un nome sono quasi sempre diete che eliminano i carboidrati (pane, pasta, ecc.) e abbondano con le proteine (carne, pesce, ecc.). Un mezzuccio per farvi dimagrire in poco tempo, che vi potrebbe costare innanzitutto un recupero del peso ultrarapido, danni alla salute, e spesso anche parecchi soldi. Lasciate stare.